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Posts Tagged ‘Karl Popper

Parlando di disparità sociale, paradossi democratici e altre annose questioni (featuring Matteo Zola)

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Il post che segue doveva essere la mia risposta al commento di Matteo al mio post precedente. All’inizio pensavo di cavarmela con un commento breve, ma le domande erano difficili, ed eccoci qua, ne è saltato fuori un altro lenzuolo che ho deciso di pubblicare così (e cari miei, io ci provo a essere sintetico, ma poi le questioni esplodono, anzi ce ne sarebbe ancora da dire…). Di seguito il commento di Matteo: 

Mi permetto di aprire una riflessione ulteriore facendo una serie di domande forse un tantino “universali”. La società liberale come si pone nei confronti della disparità sociale? e come il pensiero liberale s’interseca – secondo l’autore – con il concetto di democrazia che (e qui credo l’autore sia d’accordo) si presta ad essere utilizzato anche dai sistemi platonici e persino – in alcuni simulacri – dai regimi illiberali. Infine, come la società liberale tutela sé stessa dalle forze illiberali (diciamo “platoniche”, così da restare lessicalmente omogenei) ch’essa lascia si nutrano dal suo seno? (Matteo Zola è fondatore e direttore della rivista online su temi di attualità e politica dall’est Europa, East Journal   Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 4, 2011 at 2:21 pm

Stato platonico o società aperta? Due visioni possibili della politica

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In questo post scrivo cose ovvie, perfino banali, per chiunque conosca un minimo la tradizione del pensiero liberale. L’ho scritto per tirare un po’ le fila (con me stesso, prima di tutto) sui ‘fondamentali’ che, più o meno implicitamente, vengono chiamati in causa quando si discutono molte questioni di attualità. Un argomento di moda, ad esempio, è quello secondo cui la crisi finanziaria ed economica in corso dimostrerebbe il ‘fallimento dell’ideologia liberale’. In questo post non tocco aspetti economici, (come il fatto che, se è vero che il capitalismo non è condizione sufficiente per la libertà, è anche vero che qualsiasi sistema pianificato implica inevitabilmente una riduzione della libertà, e l’arbitrio del potere), ma cerco di sottolineare il fatto che, semplicemente, ‘l’ideologia liberale’, contrapposta a quella socialista o altre, è un mito: qualcosa che, semplicemente, non esiste.  E che le uniche alternative politiche possibili sono cercare di creare le condizioni per una società aperta dove la gente decide volontariamente come comportarsi, o l’istituzione di tanti ‘staterelli platonici’ in cui la libertà individuale è sacrificata in nome di qualche dottrina morale.

Ci sono due possibili approcci alla politica. Il primo ha una tradizione antica, che può esser fatta risalire a Platone (o forse no, ma il filosofo è certamente il suo esponente più illustre ed influente). Sostiene che lo scopo della politica è realizzare una società più giusta, equa, egualitaria, eticamente sana, e felice. E’ la visione che, in tempi recenti (per esempio da F. Von Hayek), è stata definita ‘costruttivista’, perché mira a ‘costruire’ la società per raggiungere questi fini. La ricetta ‘platonica’ della politica è composta da almeno tre ingredienti: una dottrina ‘etica’ ontologicamente giustificata, un preteso razionalismo, e un ancor più radicale collettivismo. Leggi il seguito di questo post »

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novembre 30, 2011 at 10:50 am

Culturomics, per studiare l'evoluzione culturale

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Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 20, 2010 at 1:53 pm

Culturomics, per studiare l’evoluzione culturale

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Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 20, 2010 at 1:53 pm

anamorfosi e misteri percettivi

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Fig. 1 – Julian Beever, anamorfosi

L’artista inglese Julian Beever è bravissimo. La sua è una “street art” tutta particolare, perchè in mezzo alle città crea mondi fantastici e rocamboleschi. I passanti  possono farne parte e camminarci dentro, proprio come nella città reale (fig. 1, clicca sull’immagine per aprire la galleria). Leggi il seguito di questo post »

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settembre 29, 2010 at 9:57 am

Bloch, Popper e l'approccio critico alla Storia

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Leggendo “L’Apologia della Storia” di Marc Bloch vengono in mente tante frasi del suo (quasi) contemporaneo filosofo Karl Popper.Sorprende che i due non siano mai stati accostati, nè che abbiano mai parlato l’uno dell’altro. Leggi il seguito di questo post »

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maggio 11, 2009 at 9:42 pm

Bloch, Popper e l’approccio critico alla Storia

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Leggendo “L’Apologia della Storia” di Marc Bloch vengono in mente tante frasi del suo (quasi) contemporaneo filosofo Karl Popper.Sorprende che i due non siano mai stati accostati, nè che abbiano mai parlato l’uno dell’altro. Leggi il seguito di questo post »

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maggio 11, 2009 at 9:42 pm