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Cosa si intende quando si dice ‘difendere la libertà’

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E’ un tema centrale, su cui si litiga molto, scambiandosi reciproche accuse di ipocrisia, perché ognuno considera la libertà sacrosanta finché non offende le sue convinzioni, interessi o sentimenti. Non appena succede però, iniziano i distinguo, le ambiguità e le polemiche.

La libertà, di solito, viene intesa come una astratta nozione positiva: libertà di fare, di dire, di agire e in generale di scegliere arbitrariamente. I paradossi che ne conseguono sono evidenti e si manifestano immediati, perché nel concreto desideri, opinioni e intenzioni di persone diverse entrano in conflitto, sempre.  Tale libertà assoluta, che forse esiste in un qualche inconoscibile empireo platonico, nella dimensione della convivenza, dove le scelte personali sono inevitabili, non è praticabile: prima o poi i desideri e i bisogni miei entrano in contrasto con i tuoi, o quelli di qualcun altro.

Constatando evidentemente questa incresciosa situazione, qualcuno ha avuto l’idea – la storia di chi l’ha messa a punto è lunga, e lasciamola agli accademici: si va da Socrate a Hume, Montesquieu, Hayek, per dare qualche riferimento sommario – di rinunciare ad aspirare alla ‘libertà positiva assoluta’, e porsi l’obiettivo più modesto realistico di provare a garantire una libertà “negativa”: far sì cioè che, attraverso alcuni espedienti istituzionali – per esempio: affidare allo stato il monopolio della violenza; assoggettare il potere di chi governa ai limiti dello stato di diritto, rendere possibile cacciare con il voto e senza sangue i governanti – nessun individuo o fazione possa prendere il sopravvento sugli altri, e tutti in questo contesto possano perseguire i propri fini, senza che gli altri ci mettano il naso.

Quando due uomini sterminano a colpi di AK-47 alcuni loro simili perché ridicolizzano le loro convinzioni, puntano proprio a sovvertire questa condizione. Incidentalmente, i due killer di Charlie Hebdo vorrebbero obbligare tutti a sottomettersi alle regole della sharia, ma vi sono stati tanti casi, nella storia, di ‘fazioni’ che hanno tentato di imporre le loro regole, dai fanatici cristiani, ai totalitari di vario colore del novecento.

“Difendere la libertà” significa dunque proteggere il complesso sistema di salvaguardie legali e istituzionali che riducono la possibilità che qualcuno acquisti troppo potere su gli altri. E’ una faccenda molto pragmatica: infatti questa condizione è altrettanto artificiale quanto lo è un ponte, o un impianto medico per respirare: come quelli, richiede manutenzione continua alle sue strutture e meccanismi per metterla al riparo da forze che potrebbero distruggerla.

Vi sono ideologie che ritengono detestabile questa forma di convivenza basata sul riconoscimento della parzialità di scopi e di credenze, e vorrebbero rimpiazzarla con altre più disciplinate secondo i loro dogmi, religiosi o magari laici (in ogni caso indiscutibili). Ridicolizzare queste idee e i loro fautori, contrastarli, reagire anche con durezza e cinismo alle loro iniziative non è ipocrita, è necessario per evitare che prendano il sopravvento.

@leopoldopapi

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Written by trial & error

gennaio 14, 2015 a 9:11 pm

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