trial & error

Quattro ipotesi sulla Grecia (e sull’Europa)

with one comment

Da quel che ho capito, sul destino economico e politico della Grecia si possono fare quattro ipotesi, auspicate o temute a seconda delle opinioni.

1 – La Grecia segue il piano di austerità imposto dalla “Troika”: licenziamenti dei dipendenti pubblici, riduzioni salariali, tagli di spesa e pensioni, privatizzazioni liberalizzazioni ecc. Giuste, o sbagliate che siano, queste sono le condizioni che l’Europa, l’Fmi e la Bce esigono per erogare i nuovi prestiti ed evitare la dichiarazione di un default che molti esperti dicono già tecnicamente avvenuto. L’accordo è semplice: ti aiuto, ma in cambio devi smantellare il tuo sistema economico, fondato su un apparato pubblico abnorme, inefficiente e clientelare, e creare i presupposti per uno sviluppo sano futuro, all’interno dell’euro. Il problema di questa terapia è che di fatto, nei tempi ristretti imposti dai mercati finanziari, potrebbe ammazzare il paziente. Un sistema economico in cui una larga parte della popolazione viveva di risorse distribuite politicamente (o quasi)  e impiegate senza alcun criterio di efficienza e produttività non può essere smobilitato in un giorno (ma neanche in un paio d’anni) senza produrre enormi scompensi sociali. La gente di colpo si trova senza lavoro, senza sapere cosa fare, senza un sistema produttivo capace di reintegrarla in altre attività, e i sacrifici imposti dall’austerità pubblica deprimono ogni possibilità di investimento privato, per rilanciare, o meglio, nel caso della Grecia, reinventare un’economia che a parte un po’ di turismo e di agricoltura, ha poco da offrire. 

2 – La Grecia fa default. Non paga più i debiti, e per una serie di ragioni (di cui io stesso non comprendo fino in fondo le dinamiche) esce dall’euro e ritorna alla dracma. Plauso dei sostenitori dell’inquietante teoria della lobby internazionale finanziaria e politica, (Fmi, Bce e grandi banche, Merkozy, gli Usa, gli alieni ecc.): la Grecia non cede ai “ricatti” delle banche e dei poteri forti; fa come l’Argentina e l’Irlanda, e attraverso una miracolosa politica di welfare e di “spesa pubblica per stimolare i consumi”, risorge, in una forma equa, solidale, creando un’economia in cui la ricchezza è equamente distribuita secondo un’idea di sviluppo sostenibile. A parte il fatto che è difficile capire come un paese che ha vissuto per più di dieci anni di spesa pubblica illimitata ed arbitraria fatta truccando i conti (e tanto valeva, i Greci, pagarli per andare la mare, piuttosto che per svolgere lavori assurdi e inutili) possa essere rilanciato con altra spesa pubblica, la realtà di un ritorno alla dracma sarebbe purtroppo diversa, come spiega Mario Seminerio:

Ma la Grecia non potrebbe tornare alla dracma?
In astratto si, ma nel tempo necessario a reintrodurre una propria valuta si avrebbe il completo collasso del sistema finanziario e creditizio greco. Corse agli sportelli bancari, lo stato impossibilitato a pagare stipendi e pensioni, le imprese private fallirebbero, vi sarebbero violentissimi moti di piazza ed una regressione verso l’economia di sussistenza ed il baratto, prima di arrivare ad una stabilizzazione. Superfluo aggiungere che anche il cosiddetto sistema democratico del paese finirebbe sotto un treno. Malgrado le fole propalate da spacciatori di bufale, uscire dall’euro è operazione comunque catastrofica.

Insomma, alla fine forse, la moneta svalutata aiuterebbe una ripresa, incentivando le esportazioni, ma si ripartirebbe davvero dal fondo dell’abisso e la risalita sarebbe durissima, e si lascerebbero alle spalle comunque morti, feriti e mutilati. E occorre ricordare sempre, che l’economia greca ha ben poco da esportare, che siano materie prime o prodotti manifatturieri.

3 – La Grecia viene salvata, punto. Vengono annullati politicamente i suoi debiti, e l’Europa gli invia una serie di convogli di treni carichi di biglietti da cinquecento euro, da distribuire alla popolazione  secondo i bisogni di ciascuno, perché ne faccia quello che più gli piace, senza alcun obbligo di restituzione. Un regalo, in nome della giustizia distributiva, dell’equità sociale, e della felicità collettiva. Questa è, pressappoco, l’idea proposta (in varie versioni, ma insomma, il succo è quello) da molti “indignados” e teorici dei “modelli alternativi” dell’economia equa, solidale, etica, ecc. ecc. Bella: ma perché non fare la stessa cosa, che ne so, con la Somalia?

4 – L’Unione Europea diventa, di fatto, un’unione fiscale e politica, con la possibilità di emettere debito comunitario, una banca centrale prestatrice di ultima istanza, capace di sostenere i debiti emettendo moneta. Si tratta di una scelta forse inevitabile: si ha l’impressione che non farlo, checché se ne dica o se ne pensi, porterà presto o tardi allo sfaldamento dell’esperimento monetario ed economico europeo. Tuttavia, l’ipotesi non è facile da mettere in pratica.  Significa, per le Nazioni europee – per una volta uso questo termine, con un pizzico di storicismo, ma solo per utilità: sarebbe assurdo non considerare quanto siano forti, per ragioni storiche, culturali, linguistiche ecc. i sentimenti nazionali dei tedeschi o dei francesi e di tutti gli altri, e pure forse, a modo nostro, de noartri – rinunciare alla loro sovrana indipendenza. Significa, per i tedeschi, e gli altri paesi “virtuosi”, condividere con i greci e i portoghesi e gli altri, le decisioni su come debbano essere utilizzate le loro risorse e la ricchezza da loro prodotta. E’ comprensibile che, alle loro orecchie, la faccenda possa suonare odiosa: perché mai – penseranno – io devo mettermi in casa un fannullone, con l’obbligo di pagargli i vizi? Potrebbe darsi piuttosto che i tedeschi accettino di fare l’Europa politica, ma con le loro regole e tenendo per sé la governance economica. Più che una federazione europea avremmo però una Grande Germania (o FrancoGermania o insomma, Nord-ania). In ogni caso, se si facesse l’unione fiscale e politica,  per le aree economicamente deboli ci sarebbe il rischio di diventare più depresse, corrotte e clientelari che mai, ancorché tranquille e felici. Senza le pressioni esterne connesse ai rischi default sui debiti sovrani infatti nessuno in quelle aree si sognerebbe di fare riforme che distruggono privilegi e sistemi pubblici irresponsabili.

Riassumendo: delle quattro ipotesi le prime due conducono entrambe in Grecia al dissesto sociale, ed è difficile capire quale sia la più catastrofica per i poveri greci. Inoltre, sono inevitabili, se la Grecia vuol diventare un’economia e una democrazia forte,  a meno di non scegliere la terza via o la quarta via. La terza è bellissima, ricorda molto quella contrada di nome Bengodi

“nella quale si legano le vigne con le salsicce e avevasi un’oca a denaio e un papero giunta; ed eravi una montagna tutta di formaggio parmigiano grattugiato, sopra la quale stavan genti che niuna altra cosa facevan che far maccheroni e raviuoli e cuocergli in brodo di capponi, e poi gli gittavan quindi giú, e chi piú ne pigliava piú se n’aveva; e ivi presso correva un fiumicel di vernaccia, della migliore che mai si bevve, senza avervi entro gocciola d’acqua”. (dove le genti in cima alle montagne di formaggio ovviamente sono i tedeschi e gli altri europei virtuosi ndr)

La quarta potrebbe forse creare una stabilità, senza però necessariamente sanare i problemi economici greci (cioè, impostare un sistema produttivo efficiente in quel Paese) e delle altre economie fragili. Succederà, non succedera? Chissa? Certo, se non avviene, si tornerà a qualcosa di simile all’Europa d’anteguerra. L’eventuale futura Federazione europea potrebbe però essere diversa da come se la sono figurata i sognatori europeisti.

Annunci

Written by trial & error

febbraio 14, 2012 a 1:40 pm

Pubblicato su economies, politics

Tagged with , , , ,

Una Risposta

Subscribe to comments with RSS.

  1. lascia stare gli alieni!

    Gaetano Veninata

    febbraio 14, 2012 at 2:32 pm


Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: