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Archive for marzo 2011

Fukushima time

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Link sullo studio comparato segnalato dal WP (20 maggio)

Articolo del Washington Post su uno studio comparato delle vittime per Terawatt dalle diverse fonti di energia (20 maggio)

lo sbufalatore nucleare (aggiornamento 23 aprile)

aggiornamento (12 apr.) – altro link interessante sulle radiazioni

Aggiornamento (4 apr.) – un link interessante sulle radiazioni

La situazione alla centrale di Fukushima sembra ancora molto grave. Ieri la Tepco, la società che gestisce la centrale, ha fatto sapere che tracce di plutonio sono state trovate in vari punti intorno all’impianto , tanto da far pensare a una rottura del ‘vessel’ n. 3, il contenitore del nucleo nel quale questo elemento è utilizzato (come parte di un mix) come combustibile, per ora smentita dal gestore. Almeno in uno dei reattori (il n.2) pare sia avvenuta la fusione del combustibile. Le radiazioni sono altissime in prossimità dell’impianto e forse anche a una certa distanza. A quanto pare tuttavia, il processo di raffreddamento dei quattro impianti sembra più o meno stabile, dopo il ripristino dell’alimentazione elettrica alle pompe per la refrigerazione. Leggi il seguito di questo post »

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marzo 30, 2011 at 8:06 pm

Pubblicato su ambiente, energia, media

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Musei a realtà aumentata

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Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2011 – Google Art Project è un potente strumento per l’accesso ‘da remoto’ ai più celebri musei del mondo. Ma quando la fruizione è dal vivo, può essere più utile un’applicazione contestuale, che offra approfondimenti alle immagini. A svolgere questa funzione punta, ad esempio ‘PasspArt’, videoguida interattiva per musei che debutterà il prossimo marzo a Palazzo Medici Riccardi a Firenze. L’applicazione è prodotta dalla società fiorentina C&T Crossmedia in collaborazione col Mit di Boston, dove è stato progettato il sistema operativo. Si scarica dall’App store, (ma è prevista una versione Android), oppure affittando un iPod touch all’ingresso del percorso. Fornisce approfondimenti storico-artistici sulle singole opere mediante video e contenuti testuali e visivi. Si naviga sfruttando la ‘realtà aumentata’, (del tipo ‘fotografa l’opera e accedi alla spiegazione’), o digitando il numero di riferimetno come nelle vecchie audioguide. Realtà aumentata è anche concetto alla base di VisiTo, (Visual Support to interactive tourism in Tuscany) altra applicazione smartphone per il turismo sul territorio toscano, che presenta inoltre specificità open source e di rete sociale. Permette di pianificare visite seguendo i suggerimenti di altri utenti, e accedere a informazioni tratte anche da database aperti, come wikipedia. L’applicazione ‘riconosce’ i monumenti fotografati consultando il database online di Alinari Sole24Ore.

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marzo 27, 2011 at 11:27 am

Museo virtuale, ma solo nella fruizione

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Il Sole 24 Ore, 18 febbraio 2011 – Il museo fisico diventa virtuale, ma c’è chi vuol fare del museo virtuale un concreto spazio espositivo. E’ l’idea alla base dell’Adobe Museum of Digital Media, progetto patrocinato dalla software house americana, e sviluppato dall’azienda di produzioni digitali anglo-italiana Unit9 in collaborazione con l’architetto Filippo Innocenti che ha progettato la struttura. Nelle intenzioni dei suoi creatori, spiega Piero Frescobaldi di Unit9 “Adobe Museum vuole essere un monumento all’entrata del virtuale nella vita quotidiana, avvenuta negli ultimi 10 anni”. Prima di tutto un monumento architettonico, con una sua precisa fisionomia (se pur in ambiente digitale), riconoscibile e percorribile, immaginabile all’interno delle skyline cittadine di tutto il mondo. E’ un museo a tutti gli effetti, con un direttore e un comitato scientifico a cui si rivolgono gli artisti interessati a sperimentare le possibilità creative del digitale. Dalla sua apertura, nell’ottobre 2010, ha ospitato una rassegna dell’artista Tony Oursler, specializzato in istallazioni multimediali, curata da Tom Eccles, direttore esecutivo del Bard College Center for Curatorial Studies di Annandale, New York. Prossimi appuntamenti: un’esposizione dedicata all’artista giapponese Mariko Mori e al grafico americano, nonchè presidente della Rhode Island School of Design, John Maeda.

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marzo 27, 2011 at 11:01 am