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Una banda per broadcasting 2D e 3D, in Piemonte con Quartarete

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Il Sole 24 Ore, 2 dicembre 2010 – Per trasmettere in 3D i broadcaster televisivi di solito raddoppiano la banda. Sì, perché il formato tridimensionale può essere visualizzato solo ricevitori predisposti. Per i normali televisori 2D, gli stessi contenuti vengono trasmessi su un altro canale, nell’apposito standard di codifica bidimensionale. A partire da oggi sarà sufficiente invece una banda unica per entrambe le modalità.

È stata presentata questa mattina a Torino la tecnologia 3D Tile Format, sviluppata da Sisvel Spa, azienda di ricerca e innovazione tecnologica, e Csp, l’organismo regionale del Piemonte per la ricerca nel settore Ict, (raggruppa vari enti, come Regione, Comune di Torino, Politecnico, Università). Il primo utilizzatore sarà l’emittente locale piemontese Quartarete, che ha già attivato la trasmissione in questa modalità.

“La peculiarità di questo formato – spiega Roberto Dini, fondatore di Sisvel Spa – è la retrocompatibilità. La possibilità cioè di utilizzare una sola codifica che funziona sia per i ricevitori in 3d sia per gli schermi tradizionali”. Inoltre, spiega, “risolve il problema della scarsità di banda che devono fronteggiare gli operatori nel digitale terrestre in quanto consente di utilizzare un singolo canale per la trasmissione del segnale 3D e 2D”. Il 3D Tile format permette di costruire un fotogramma full HD composito partendo da due video HD Ready. Questo risultato è stato raggiunto sviluppando una tecnica di codifica cosiddetta a “spezzatino”.

I sistemi attuali, side-by-side e top-and-bottom, codificano le immagini destra/sinistra o sopra/sotto (ottenute mediante la ripresa binoculare 3d) in un unico video ad alta definizione, adatto per la trasmissione sulle infrastrutture già in uso, perdendo però metà della risoluzione orizzontale o verticale. Se visualizzati con ricevitori 2d, questi segnali producono immagini sdoppiate. Nel Tile Format invece è mantenuto il rapporto originale della risoluzione dell’immagine, permettendo di ottenere una qualità video superiore nella decodifica del 3D, e allo stesso tempo riproducendo in maniera corretta le immagini come video 2D sui comuni televisori e decoder in alta definizione.

Il formato retro compatibile di Sisvel e Csp rende il 3D accessibile a tutti gli operatori. Per Dini ha le potenzialità per affermarsi come un nuovo standard, e infatti la proposta è al vaglio dell’Ebu (la European Broadcasting Union, associazione di enti del settore radiotelevisivo su scala nazionale ndr). Per prima ci ha puntato a livello locale Quartarete, e si tratta ora, per l’emittente piemontese, di capire come sfruttarlo al meglio. Il 3d apre nuove possibilità, ma richiede un ripensamento del palinsesto. “Per cominciare – spiega Davide Boscaini – amministratore unico di Quartarete Spa – intendiamo proporre contenuti legati alla nostra Regione, come documentari, e riprese dedicate al territorio piemontese. Svilupperemo poi i contenuti 3D per adattarli anche agli altri programmi”.

Leopoldo Papi

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dicembre 3, 2010 a 1:58 pm

Pubblicato su media, tecnologie

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