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Archive for dicembre 2010

Denis Dutton (1944-2010)

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Qualche tempo fa si parlava di Denis Dutton, in questo articolo. Il filosofo è mancato ieri, all’età di 66 anni. Californiano di origine, insegnava all’università di Canterbury, Christchurch in Nuova Zelanda. Aveva esposto le sue teorie sul fondamento evolutivo delle arti e della “sensibilità estetica” nel libro The Art Instict. Beauty, pleasure and human evolution (2009). Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 29, 2010 at 8:43 am

A ciascuno la sua visione, e la sua corteccia visiva

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Ernst Gombrich usava l’espressione The beholder’s share (la parte dello spettatore) per descrivere i meccanismi innati e le conoscenze acquisite del sistema visivo che intervengono quando si guarda l’ambiente o un’immagine. Che l’osservatore ci metta del suo, in ciò che vede, lo si sapeva già da tempo. Fenomeni come le illusioni ottiche lo dimostrano. Il problema è stabilire quanto la visione cambia da una persona all’altra. Qualche barlume (scusate la metafora visiva) arriva da uno studio dello University College London e pubblicato su Nature Neuroscience. Leggi il seguito di questo post »

Roma, la protesta degli studenti

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La manifestazione degli studenti contro il ddl Gelmini di riforma dell’Università, il 22 dicembre 2010 a Roma (clicca sulla foto per accedere alla gallery). Il corteo, di almeno 10mila persone, ha sfilato per le vie di Roma, partendo dalla Sapienza. Si è diretto verso la Prenestina e poi ha imboccato la tangenziale est fino alla via Tiburtina. La protesta si è svolta pacificamente.

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dicembre 23, 2010 at 9:22 am

Pubblicato su photography

Culturomics, per studiare l'evoluzione culturale

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Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 20, 2010 at 1:53 pm

Culturomics, per studiare l’evoluzione culturale

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Considerare la sfera culturale in una prospettiva evoluzionistica non è idea nuova. Karl Popper negli anni ’60 aveva parlato di mondo3, cioè la dimensione delle teorie e delle creazioni culturali, che si evolve, per tentativi ed errori interagendo con il mondo1 (l’ambiente fisico e biologico) e il mondo2 (gli stati mentali soggettivi). Richard Dawkins ne Il Gene Egoista (1976), illustrava la sua teoria dei “memi”: dopo i geni (pezzi di informazione codificati nel replicatore molecolare costituito dal Dna) si potrebbe dire che sul nostro pianeta sono comparsi questi nuovi replicatori, appunto, i memi, e cioè le idee, le teorie, le religioni, le tradizioni, codificate nel linguaggio orale e scritto e nei comportamenti e capaci di evolvere, replicandosi da un cervello ad un altro come delle specie di virus. Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 20, 2010 at 1:53 pm

Se lo dice Robecchi, meglio verificare

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Parliamo di economia, e di falsità. Sul Manifesto del 5 dicembre Alessandro Robecchi pubblica un commento per ridicolizzare l’economista Francesco Giavazzi. Lo potete leggere su questa pagina. Robecchi prende in giro Giavazzi per aver preso una serie di cantonate. Per rafforzare l’effetto, infarcisce il pezzo di citazioni tratte dagli editoriali dell’economista. Peccato che, prese così, distorgano il pensiero dell’autore, poichè estrapolate dal senso del testo di cui facevano parte. Ed estrapolate in modo tale che viene il sospetto che quella di Robecchi non sia semplice incomprensione di Giavazzi. Sembra proprio che l’abbia fatto apposta. Ora, perchè mai Robecchi abbia fatto un’operazione del genere, è tutto da capire. Contrastare una tesi che non si condivide è sicuramente giusto, ma perchè falsificare la realtà? Certo, ridicolizzare è più facile che confutare: e tuttavia forse Robecchi, non si rende conto che così, la prima vittima del suo “strale” non è il suo bersaglio, ma sono i propri lettori, che vengono portati a credere falsità e nonmessi in condizione di avere un’idea critica del pensiero dell’economista. Leggi il seguito di questo post »

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dicembre 16, 2010 at 6:21 pm

Roma, 14 dicembre 2010

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dicembre 15, 2010 at 10:30 am