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Beni culturali italiani, la graduatoria Florens Index

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Il Sole 24 Ore, 18 novembre 2010 – Il patrimonio culturale e ambientale è una delle risorse principali del nostro paese. Eppure si conosce poco della sua struttura, delle sue dinamiche di gestione e fruizione. A Florens2010 verrà presentato oggi «L’Economia dei beni culturali e ambientali», uno studio dell’European House Ambrosetti, rivolto proprio ad analizzare il “sistema cultura” in una prospettiva di benchmarking, a livello regionale, di paese e di comparazione internazionale. 

La ricerca si basa su uno strumento specifico, il Florens Index. È un indicatore costruito su quattro criteri: capitale culturale e ambientale, networking, media e sistema creativo. Ciascun parametro è espresso con un punteggio, e la loro media sintetizza le condizioni della cultura su un territorio. Nella graduatoria internazionale l’Italia ottiene 2,62 punti (il massimo è 5), posizionandosi a circa metà tra il paese più avanzato, gli Stati Uniti (3,45) e l’ultimo, la Grecia (1,62). Un dato inatteso, considerato che il nostro paese ha il più alto numero di siti Unesco (45 in tutto), ma che, spiega Emiliano Briante, ricercatore TEH Ambrosetti «può essere indicativo della migliore capacità di altri Stati nel valorizzare il proprio patrimonio rispetto all’Italia».
Nella classifica regionale, la Lombardia è al primo posto, con 4,49 punti, seguita da Lazio, Emilia Romagna e Toscana. «La Lombardia – prosegue Briante – pur avendo un patrimonio culturale e ambientale minore rispetto a Lazio e Toscana è molto più avanzata negli altri settori, in particolare nei media e nel sistema creativo». Inoltre, secondo l’analista, «anche per le regioni italiane con i punteggi migliori si può pensare a un ulteriore potenziale di sviluppo, considerandole nel contesto internazionale».
C’è poi la percezione pubblica della cultura, un aspetto difficile da quantificare. A questo scopo, l’istituto ha svolto un sondaggio tra 4mila cittadini italiani, e mille rispettivamente per Germania, Francia, Spagna, Regno Unito, Stati Uniti. In Italia il 45,9% della popolazione associa l’idea di cultura alla parola “museo”, seguita da “aree archeologiche” (36,4%), “mostre o gallerie d’arte” e “monumenti” (34 e 28,2%). Museo equivale invece a cultura solo per poco più di 34 tedeschi e 32 inglesi su cento. «Si riscontra talvolta l’interesse verso qualcosa che manca nel proprio paese – spiega Briante – ad esempio l’enogastronomia in Inghilterra, al primo posto per quasi la metà dei cittadini». Sono emerse tendenze diverse tra paesi mediterranei e non: solo circa quattro tedeschi, inglesi o americani su cento considerano il termine biblioteca sinonimo di cultura, a fronte di 20 in Italia, Francia o Spagna. Per il 34,5% degli italiani, le mete turistiche ideali sono le città d’arte e i luoghi storici e tuttavia, afferma Briante, «non si deve confondere interesse e fruizione. A quest’ultima possono opporsi fattori come il prezzo del biglietto, le code, le difficoltà nei trasporti». Gli italiani usano poco internet per l’acquisto dei biglietti (31%) diversamente dagli inglesi (55,5%). Viaggi e esperienze sono, per i giovani di tutti i paesi tra 18 e 24 anni, fattori primari nel favorire gli interessi culturali. In Italia li considerano tali il 93,4% dei ragazzi.

Leopoldo Papi

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novembre 21, 2010 a 1:54 pm

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