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Fumo, cenere e paure nucleari

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Notizie vecchie, notizie nuove. Almeno per qualcuno. Comunque ogni tanto conviene ripescare quelle vecchie e già note, perché potrebbero essere utili a tutti.  Sono talmente contro intuitive da essere sempre attuali. Come questa, uscita su Scientific American nel dicembre 2007.

Dice che la radioattività dispersa nell’ambiente dalla cenere di una centrale a carbone è fino a 100 volte maggiore di quella emessa da una centrale nucleare della stessa potenza. Le ceneri contengono torio e uranio in concentrazioni 10 volte superiori rispetto al carbone da cui derivano.

Si tratta di dosi leggerissime di radiazioni spiega l’articolo, probabilmente meno dello 0,1 per cento del totale nell’ambiente. I veri problemi dell’energia derivata dal carbone sono altri scarti inquinanti, come piogge acide e ceneri.  Solo negli Usa, ogni anno di ceneri ne vengono prodotte 130 milioni di tonnellate, contenenti arsenico, piombo, mercurio e altri agenti tossici, e una centrale da mille megawatt produce in media 6 milioni di tonnellate di CO2.

Il fatto su cui riflettere da quest’articolo però è che quando si parla di nucleare, la percezione dei rischi è quasi sempre assurda. Si ha paura di cose per niente pericolose, e si rimane indifferenti ad altre che lo sono di più, (certe volte di poco, altre di moltissimo). Le radiazioni da impianti nucleari, si può vedere in questo studio dell’European House Ambrosetti, tabella a pag. 2o, sono (se i dati sono corretti e se ho fatto bene i conti delle percentuali) circa dello 0,023 per cento del totale di radiazioni a cui siamo annualmente esposti. Di queste circa il 75 per cento è di origine naturale (radon, raggi cosmici e altro). Il restante 25 per cento è di origine antropica, e di questo quasi tutto dovuto ai trattamenti da medicina nucleare. Uno 0,2 per cento ci viene, a quanto pare, dallo stare al computer per 4  ore al giorno. E quasi il 50 per cento da esposizione interna (cioè ingestione) da radon, un gas presente naturalmente nell’ambiente, ma le cui concentrazioni aumentano drasticamente ad esempio, nel fumo delle sigarette. Stranamente però, è raro sentir parlare di comitati contro le radiazioni da pc o da fumo di sigaretta, o da ceneri di carbone.

le.p.

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Written by trial & error

ottobre 16, 2010 a 11:39 am

Pubblicato su energia, science views

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4 Risposte

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  1. Certo, anche la Monsanto giura che i suoi semi sono formidabili…

    Gifh

    ottobre 16, 2010 at 6:45 pm

  2. Non vedo il collegamento con il tema dell’articolo

    leopoldo papi

    ottobre 16, 2010 at 6:58 pm

  3. Chiedo scusa, mi riferivo allo studio Ambrosetti, commissionato da Edf-Enel … un po’ come chiedere al “tabaccaio” se le sigarette fanno male!
    http://lnk.ly/olge

    Gifh

    ottobre 16, 2010 at 7:07 pm

  4. Il post non riguarda i costi del nucleare, ma l’esposizione alle radiazioni. Altre informazioni sulle emissioni degli impianti si possono trovare su questa pagina dell’enea, o nel rapporto unscear 2008 annex b

    leopoldo papi

    ottobre 17, 2010 at 2:40 pm


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