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evo-stories di Jay Gould

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“I have landed, 11th September 1901”: con queste parole Joseph Rosenberg, nonno del celebre paleontologo evoluzionista Stephen Jay Gould, appuntava su un libro il suo sbarco a New York. Un secolo dopo il nipote (scomparso nel 2002) si ispirava a quell’annotazione per l’ultimo articolo – il numero 300 – della rubrica mensile “The view of life”, che egli teneva dal 1974 sulla rivista Natural History. I have landed è poi divenuto il titolo di una  raccolta di questi saggi, pubblicata in Italia da Codice Edizioni.

Il libro rispecchia la complessità della figura di Gould, in cui l’interesse per le tematiche storiche, culturali, letterarie ed artistiche si intreccia alla riflessione sul darwinismo. I meccanismi che regolano le vicende umane non sono infatti, secondo l’autore, troppo diversi da quelli dell’evoluzione della natura. In entrambi i casi il corso degli eventi è strettamente influenzato da fattori di discendenza, variazione, adattamento per selezione e adattamento di vecchi mezzi a nuovi scopi, che agiscono sia a livello collettivo che nella dimensione quotidiana e familiare (Gould prende a esempio la storia stessa della sua famiglia, nel saggio che da il titolo all’opera): “L’albero della vita in senso lato e la genealogia di ogni famiglia condividono la stessa topologia e lo stesso segreto del successo nell’armonizzare due temi apparentemente contraddittori: quello della continuità senza la minima interruzione, e quello del cambiamento”.

Tali considerazioni potrebbero essere estese all’insaziabile curiosità di Gould, capace di esplorare, sullo sfondo unificante della teoria dell’evoluzione, argomenti diversissimi, prendendo spunto da insoliti aneddoti storici, dall’analisi di testi letterari o dall’osservazione di opere d’arte. Così tra i 30 capitoli del volume si troverà ad esempio una divertente congettura storica sulla presenza del biologo evoluzionista conservatore E. Ray Lankester al funerale di Karl Marx; si potrà leggere un’analisi dell’opera letteraria di Nabokov, o una riflessione sulle modalità logiche della ricerca scientifica ispirata dalle storie della creazione nel nartece di San Marco a Venezia. Questi sono solo alcuni esempi degli argomenti trattati in un libro che non si legge, ma piuttosto si visita, come un museo di storia umana e naturale, testimonianza di una grande personalità intellettuale del secolo scorso.

Leopoldo Papi

da Futura, febbraio 2009

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maggio 25, 2009 a 12:14 pm

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