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Bloch, Popper e l'approccio critico alla Storia

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Leggendo “L’Apologia della Storia” di Marc Bloch vengono in mente tante frasi del suo (quasi) contemporaneo filosofo Karl Popper.Sorprende che i due non siano mai stati accostati, nè che abbiano mai parlato l’uno dell’altro.

Bloch: “Ogni ricerca storica presuppone, fin dai primi passi, che l’inchiesta abbia già una direzione. Mai (in nessuna scienza), l’osservazine passiva ha prodotto alcunchè di fecondo. Supponendo peraltro, che essa sia possibile.”

Popper: “La credenza che possiamo partire da delle pure osservazioni, senza niente di simile ad una teoria, è davvero assurda”.

Bloch: “Ci sono momenti in cui il dovere più categorico dello studioso è quello di arrendersi all’ignoranza e ammetterlo onestamente”.

Popper: (cito a memoria una citazione di Popper da Galileo. Dove? boh): “a volte gli intellettuali sono capaci di tutto pur di evitare di pronunciare le parole ‘non lo so'”.

Bloch: “Il vero progresso è venuto il giorno in cui il dubbio si è fatto ‘esaminatore’; quando, in altri termini, si sono via via elaborate delle regole (oggettive) che, tra la menzogna e la verità, permettono di fare una scelta”.

Popper: “é solo ricercando delle possibili confutazioni che la scienza può sperare di progredire o avanzare. E’ solo attraverso la considerazione del modo in cui le diverse teorie superano i controlli che essa può distingere tra teorie migliori e peggiori”.

Probabilmente, Bloch non ha mai conosciuto Popper: quando scriveva l’Apologia, durante la Seconda Guerra Mondiale, l’altro se ne stava in Nuova Zelanda, a scrivere “La società aperta e i suoi nemici”. Catturato dalla Gestapo nel ’44, Bloch fu giustiziato dopo qualche mese di tortura, lasciando incompleto il suo libro. E Popper? Poco probabile che non abbia mai sentito parlare di Bloch che, ancora in vita, era famoso. Forse non gli andava che altri avessero scritto cose simili alle sue, o forse le dava per scontate, fatto sta che non sembra averne mai parlato. E comunque, chi se ne importa? L’interesse di questa storia (se qualche interesse ha) sta nel fatto che due pensatori così diversi per formazione e interessi sono giunti a conclusioni tanto simili. E soprattutto che nessuno sembra essersene mai accorto.

Leopoldo Papi

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Written by trial & error

maggio 11, 2009 a 9:42 pm

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